Vai ai contenuti

Buon Ferragosto con Padre Gianfranco M. Chiti



15 agosto. Assunzione della Beata Vergine Maria. LA PASQUA DI MARIA


Come in primavera abbiamo celebrato la Pasqua del Signore, così nel colmo dell’estate celebriamo la Pasqua di Maria. Come è festa di canti, gioia, suoni la Pasqua di Gesù, così è festa di giubilo incontenibile la Pasqua della Sua e nostra Madre. La Madre del Figlio di Dio! AVE, MARIA!!

1. La liturgia della festa dell’Assunta è un poema musicale, a cui hanno posto mano il cielo e la terra. La
sinfonia inizia con il Canto d’Ingresso, che ci rapisce verso mete sublimi: “Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna ammantata di sole con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di 12 stelle”.

2. A questo coro si unisce la voce stessa di Maria, la solista, che nel Vangelo canta:
“L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio salvatore, perché grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e santo è il suo nome”.

3. Tra quelli che sono di Cristo, c’è una persona che è di Cristo in modo unico e
irrepetibile, Maria, la Madre Sua, che lo ha generato come uomo, che ha vissuto con Lui condividendone le vicende quotidiane e soprattutto stando con Lui sotto la croce. Per questa Creatura Gesù non ha atteso la Sua venuta finale per unirla alla Sua gloria, ma lo ha fatto subito: non ha permesso che il Suo corpo conoscesse la corruzione, ma lo ha assunto nella gloria.

4. E’ una convinzione di fede che la Chiesa celebra
dal primo novembre 1950, quando, nello splendore della Basilica Vaticana, il Magistero infallibile della Chiesa, per bocca di Pio XII, ha dichiarato Dogma di fede l’Assunzione in cielo in anima e corpo della Beata Vergine Maria.

5.
Maria è una primizia della Risurrezione, di ciò che alla fine sarà tutta la Chiesa, che fatta Santa e Immacolata come Lei, sarà assunta in cielo.

6. Da
quella gloria nella quale noi oggi contempliamo Maria, Ella ci insegna come fare per conquistarla, ci indica la via, una via tracciata in tutta la sua lunghezza da due linee diritte e tese – che hanno per nome la Fede e l’Umiltà.

7. La
fede di Maria. Elisabetta la saluta dicendo: “Beata colei che ha creduto!” Maria ha creduto sempre, nell’incarnazione, nel silenzio di Nazaret, sul calvario, ha creduto anche quando non capiva! Si è lasciata sempre condurre da Dio, come una pecorella che segue l’agnello condotto a essere immolato.

8.
L’umiltà di Maria. Lei stessa canta nel Vangelo: “Dio ha guardato l’umiltà della Sua serva, d’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno Beata”. L’umiltà è la spiegazione della elezione di Maria che fu piena di grazia perché fu vuota di sé.

9
. L’Assunta ci esorta quindi alla fede e alla umiltà; ci esorta a non cercare i tesori sulla terra, ma in Cielo dove quei tesori sono al sicuro pregando: “Fa, o Signore, che viviamo in questo mondo costantemente rivolti ai beni eterni, per condividere la stessa gioia di Maria!”. AVE, MARIA!

(
Da l’Omelia di Padre Gianfranco M. Chiti del 15 agosto 1996 nella chiesa dei cappuccini a Orvieto)

I frati cappuccini di Orvieto



Torna ai contenuti | Torna al menu