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12 maggio 1994
“L’ ULTIMO CONTRAPPELLO”
Dodici Maggio, 53 anni fa.
Un treno fischia, sbuffa e lentamente
si muove, il corso “FEDE” se ne va
con il filetto da sottotenente.
Tutti presenti, tutti di una sorte:
stringendo il suo destino tra le dita,
così ciascuno andò verso la vita,
così qualcuno andò verso la morte.
E quando la bufera fu passata,
quando quel treno si rimise in moto
per condurci alla prima radunata,
aveva a bordo più di un posto vuoto.
Amici della prima giovinezza,
rimasti nella steppa ed oltremare,
noi che ci ritrovammo a ricordare
noi vi pensammo: ma senza tristezza.
Voi caduti nel fango e sulla cima
dei monti, missionari del coraggio,
fosti compagni del consueto viaggio
scesi dal treno una fermata prima.
Anche quest’ anno il treno si è fermato
per radunarci e per condurci ancora
a ritrovare insieme per un’ ora
le radici rugose del passato.
Eccoci ancora qui, tutti presenti
ed ancora una volta tutti uguali:
avvocati, ingegneri, generali,
ma tutti ancora un po’ sottotenenti.
Certo è che il treno un dì s’ arresterà
(e a bordo avrà soltanto un passeggero),
s’arresterà in un sibilo leggero
al Gran Quartiere dell’ Eternità.
Saremo pronti all’ ultimo raduno
del corso “FEDE”. Amici, sarà bello
fare ancora una volta il contrappello.
Quel giorno, sì non mancherà nessuno.
E passeremo in riga nuovamente,
e fra tutte le stelle di lassù
una soltanto brillerà di più:
una stelletta da sottotenente.